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Napolitano sprona i sardi Rialzatevi

 Peggio di quello che aveva immaginato. Un dramma vero, una crisi terribile, una situazione socio-economica da paura. Ma il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non partecipa al disperato requiem collettivo dell’Isola. Anzi. Certo comprende. Ma poi sferza, sprona, da la carica. E dice: «È crisi nera, ma bisogna restare lucidi e razionali» per individuarne la via d’uscita.E quindi bando alle isterie collettive, ai rigurgiti indipendentisti di coloro che persino ieri non hanno risparmiato deliri autonomistici fuori dalla realtà prendendo a fischi Napolitano e pretendendo, accontentati,  che la bandiera dei Quattro Mori fosse riposizionata sul palazzo di via Roma al posto di quella del Quirinale. Il Capo dello Stato l’ha detto chiaramente: è ora di rimboccarsi le maniche e iniziare a risolvere la crisi ancor prima che sia finita. Contestazioni sono arrivate anche dal movimento dei pastori e dagli anti Equitalia, mentre Napolitano garantiva il suo impegno perché alla Sardegna venga dato ciò che le spetta, come ha più volte sottolineato anche il governatore Cappellacci. Nel pomeriggio, incontro privato con i genitori di Rossella Urru, la cooperante sarda rapita in Algeria. In serata, in una blindatissima prefettura, faccia a faccia con delegazioni Alcoa, Eurallumina, Legler, Vinyls, Queen. Oggi tappa a Sassari.  Sara Panarelli

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