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Atene siglato l accordo che scongiura il default

Ci sono volute 12 ore di discussione  perché i 17 ministri delle Finanze dell'Eurogruppo decidessero il varo del secondo pacchetto di aiuti internazionali per sostenere i conti pubblici di Atene, scongiurandone il default. Il piano, che secondo il presidente Ue Jean Claude Juncker «garantisce il futuro nell'Euro della Grecia», prevede aiuti per 130 miliardi e ulteriori rinunce dei creditori privati. L’obiettivo è diminuire il rapporto fra debito pubblico e Pil dall'attuale 160% a poco più del 120% nel 2020.
 
Secondo l’accordo, i detentori privati di obbligazioni greche rinunceranno al 53,5% del valore nominale dei loro titoli (oltre il 70% ai valori attuali), consentendo così una riduzione di circa 100 miliardi dell'ammontare complessivo del debito pubblico. Gli interessi sui prestiti del primo pacchetto di aiuti, 110 miliardi decisi nel 2010, saranno inoltre  tagliati per agevolare le autorità greche e la Bce rinuncerà ai profitti sui titoli del debito greco acquistati negli ultimi due anni, ridistribuendoli alle banche centrali nazionali che li gireranno ai rispettivi governi perché questi possano abbassare gli interessi del primo prestito.
 
In cambio, Atene dovrà sottostare a una sorveglianza “rafforzata", che prevede la presenza permanente della troika e l'inserimento nella Costituzione di una norma sulla priorità dei pagamenti alle scadenze del debito. «È molto importante - ha commentato al termine della riunione il presidente della Bce Mario Draghi - che l'attuazione del programma da parte di Atene sia adeguatamente monitorata».
 
«Siamo molto soddisfatti», ha detto il premier greco Lucas Papademos (foto) al termine dei negoziati. «Dobbiamo attuare il programma in modo efficace e tempestivo», ha aggiunto «e il governo è determinato a farlo».
 
Quanto al ruolo del Fondo monetario, il direttore generale Christine Lagarde ha spiegato che «l'Eurogruppo si aspetta che sia significativo: lo decideremo alla prossima riunione del Consiglio di amministrazione nella seconda settimana di marzo».
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